Uffici, lo Smart Working libera spazi da ripensare

Dopo l’ultimo periodo caratterizzato dallo Smart Working e Home Working, è necessario dare più spazio alle connessioni umane, pur nel rispetto delle misure di sicurezza, e soprattutto al nostro senso di responsabilità.

Meno dipendenti andranno fisicamente a lavorare in ufficio e il concetto stesso di ufficio va allargato tenendo conto degli spazi di Coworking e dello smart working, quindi gli spazi in sede devono trasformarsi in qualcosa di diverso da ciò che sono ora, con l’obiettivo principale di attrarre e saper mantenere i talenti.

Un concetto non proprio familiare alle aziende italiane, troppo spesso ripiegate su concetti antiquati della presenza in sede e del controllo, ma proprio il periodo di emergenza accelera e rende obbligatorio un aggiornamento della concezione del posto di lavoro.

I Coworking non spariranno, ma si evolveranno

Nonostante l’emergenza e le possibilità tecnologiche, gli uffici non sono destinati a sparire: gli esseri umani hanno bisogno di comunicare e interfacciarsi. Gli spazi di lavoro resteranno essenziali per condividere esperienze e collaborare con altri professionisti.

Il Coworking in futuro accoglierà in appositi spazi le società esterne, incentivando anche l’insediamento in sede di startup e giovani team, con l’obiettivo della condivisione di idee e conoscenze.

Flessibilità in primis

La parola d’ordine dei nuovi uffici è flessibilità, con spazi pensati in modo da poter essere rapidamente adattati ai vari usi, trasformando velocemente l’ufficio in un luogo adatto a conferenze o incontri di networking. La flessibilità è d’obbligo anche per le questioni di sicurezza sanitaria, consentendo di modellare gli spazi a seconda delle esigenze in divenire. Si dovranno ovviamente rispettare le distanze di sicurezza, evitare le ore di punta di entrata e uscita (ancora una volta, flessibilità), e rispettare le regole di igienizzazione continua.

Smart Working: Distanze e comfort

Il rispetto delle distanze di sicurezza e di tutti i parametri imposti dall’emergenza sanitaria sono ovviamente una priorità per proseguire al meglio durante la fase 2. Con non poche complicazioni, ma anche opportunità: ridisegnare gli spazi per mantenere le distanze riporta ai concetti di flessibilità e innovazione. E offre anche l’opportunità per introdurre miglioramenti. Per esempio, l’esistenza di Open Space alternato a stanze private, da utilizzare a seconda della personalità e delle necessità di ciascuno.

Rispetto delle regole e degli altri, ma non solo

È arrivato un momento cruciale in cui non è sufficiente solo occuparsi della nostra salute fisica: in qualche modo, questa pandemia deve anche risvegliare in ognuno di noi nuovi valori, con i quali dare uno scopo e un significato a tutto ciò che stiamo vivendo.

Non ci viene semplicemente chiesto di seguire le regole. In questi mesi di confinamento, molti hanno fatto un prezioso esercizio di riflessione per capire che ciò di cui il nostro mondo ha bisogno ora è empatia, generosità e saper agire come un gruppo per superare con successo questo momento di crisi a tutti i livelli.

Perché il senso dell’umanità implica andare oltre l’egoismo, capire che l’uomo è un animale sociale e che la nostra sopravvivenza inizia dalla cura e dalla protezione dell’altro.

Come? Essere d’aiuto e parte di quella vera trasformazione di cui abbiamo bisogno ora, nell’esatto modo in cui possiamo vivere tutti insieme in sicurezza, prendendoci cura del benessere reciproco.

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